mercoledì 27 giugno 2007

Fenomeno ultras. Piaga da estirpare o fenomeno da ridurre?



Dopo il caso Raciti, scrissi questo post di getto e ammetto di essermi spinto un po' troppo oltre.

Le camere dell'odio sono frutto, però, di un'estremizzazione di un concetto giusto.

E' possibile realmente debellare il fenomeno ultras? E, sopratutto, è giusto? Lo Stato può ancora - paternalisticamente - pretendere di cancellare un modo di pensare così radicato e diffuso? Non si è forse, ormai, formato un abisso socio - culturale incolmabile tra la società e queste categorie ?

Una delle accuse che i gruppi organizzati muovono a noi conformati è che non possiamo capire e forse hanno ragione. Il concetto di scontro leale - due tifoserie rivali si affrontano a mani nude dandosele di santa ragione - sarà per paura, sarà per eccesso di civiltà, posso riuscire a capirlo, ma penso che mai riuscirò a giustificarlo.

La soluzione sta nel ridurre il danno. E la via maestra è quella inglese. Gli Holligans esistono ancora e sono più agguerriti che mai. Quando vanno all'estero, difficilmente, non marcano il territorio. Vedi Roma. Però, in patria sono stati arginati. Come? C'è stato un tacito consenso fra Stato e tifoserie organizzate. Loro non creano danni nello stadio e nelle zone limitrofe e le forze dell'ordine chiudono un occhio, quando si trovano nei fields, fuori città, per risolvere le loro beghe!

Beghe che per noi sono assurde, ma per loro sono vitali! Chi siamo noi per dire che sbagliano? chi siamo noi per giudicare e condannare il loro codice di valori? Possiamo non condividerlo, ma non abbiamo il diritto di cancellarlo.

Gli ultras sono gente che lavorano, molti di loro svolgono professioni alienanti. Questo micro - mondo è il loro rinforzo. Il loro modo di sfogare frustrazioni represse. C'è chi nel week - end va a caccia, chi a pesca e a chi piace farsi massacrare!

Visto l'impossibilità per lo Stato di cambiare una mentalità, che ripeto, voglio sforzarmi di non etichettare, c' è il dovere di tutelare tutti gli altri appassionati di calcio e le stesse società sportive. I primi, perchè vorrebbero riportare bambini e anziani negli stadi, i secondi perchè rivorrebbero stadi pieni e festanti!

I nostri padri se li ricordano ancora. Piacerebbe vederli anche a me.



14 commenti:

Vladimiro ha detto...

Facendo un'analisi psicoantropologica dell'ultra standard scopriamo che esso è un elemento tendente all'estrema destra sessualmente represso, soggetto a continue frustrazioni affettive, basso Q.I..
Sì, sono bestie e della peggior specie, il mistero è come si riproducono? Secondo me sarebbero da sterilizzare subito sulle camionette e poi una bella siringona di bromuro prima e dopo la partita.
Io non seguo il calcio ma pensando a tutti quei tifosi per bene che lo amano oltre che a tifarlo, mi vien rabbia difronte al fenomeno ultras.

Penso che la mia sia la proposta più ragionevole e ampiamente condivisibile per arginare il delirio di questi primitivi.

Non volevo offendere i nostri progenitori, scusate.

cohoba ha detto...

ma te vai oltre le camere dell'odio..

io sono culturalmente contrario a metodi repressivi tout court.

Credo molto nella rieducazione.

Se non ci riesco - e il fenomeno degli ultras è un chiaro esempio di socializzazione fallita - cerco di ridurre il danno.

la repressione poi ha oggettivamente fallito..

cmq

capisco la tua opinione, è comprensibilissima

Vladimiro ha detto...

Le camere dell'odio spessissimo sono il mondo intero. La RIeducazione è possibile se c'è una precedente educazione.
Comunque ci sono anche altri metodi più repressivi, il mio è una carezza.

cohoba ha detto...

Hai ragione

mi sembra ovvio che non è possibile risocializzazione per gli ultras

ma perchè forse manko ne hanno bisogno

gli ultras è gente che decide razionalmente di andare a fare casino negli stadi

è gente che lavora, ha una famglia, degli affetti, sicuramente non sono nè reietti, nè emarginati

azni

nelle mie zone sono considerati modelli vincenti da seguire. Basta vedere quanti piskelletti si agghindano con gadget dell'atalanta per imitarli

però anche la repressione, oltre a non servire, sinceramente, mi sembra inopportuna.

Meglio una sana politica di riduzione del danno

Una volta che li si rende inoffensivi, nel senso di impedirgli di nuocere ad altre persone, mi sembra che il problema smetta addirittura di porsi..

non credi?

Fuzz ha detto...

Ciao e grazie per l interesse per il mio blog. adesso sono in grecia per lavoro e non capisco un cazzo di questo alfabeto! Blogger mi esce scritto in ellenico! tornero nel belpaese domani, ti linkero sicuramente!!!
Fuzz

cohoba ha detto...

Grazie per il link, anche se per loro c'è un apposito spazio dedicato, proprio sotto la mia stupenderrima fotografia ahahahha

cmq ti linko subito

ciaoooooo

Anonimo ha detto...

vladimiro meno male che ci sei tu che hai capito tutto...Analisi psicoantropologica ahahahhaha

cohoba ha detto...

tu saresti d'accordo a una politica di riduzione del danno?

Miky ha detto...

per trattare l'argomento ultras ci vorrebbe molto tempo mi limito a dire che è vero forse non siamo nessuno per giudicare il loro modo d'essere, che si fondino un loro fight club :P e che chiamino il Tyler Durden della situazione XD
C'è da dire che la cosa non mi va bene e credo neanche a te da buon giurista se si cade nell'atto criminoso, prendersela con un carabiniere, incendiare le auto o rompere i vetri non c'entra nulla con l'esprimere una passione(anche animata per una squadra.) Che sia solo frutto di un comportamento repressivo? questo non lo so, ma ricattare le squadre intimandole di farsi dare i biglietti per una finale di champions o altrimenti l'alternativa sarebbe quella di avere tifosi inferociti e violenti cos'è?

cohoba ha detto...

Infatti

sono d'accordissimo

è proprio per questo che teorizzavo le camere dell'odio o mi ispiravo al modello inglese..

Loro non creano danni allo stadio e se vogliono venire lo fanno per tifare. E basta.

Oltretutto bisogna ammettere che se non ci fossero i gruppi organizzati, non ci sarebbero neanche alcune coreografie spettacolari nelle varie curve.

Poi se vogliono fare il loro scontro leale - cosa che io personalmente non farei mai perchè non ne vedo il motivo - lo possono fare nei fields (campi) come in Inghilterra senza arrecare danno a nessuno.

Oltretutto la repressione non è servita a nulla.

Anzi

è servita solo a creare altro odio. Contro stato e forze dell'ordine.

E per questo che evoco il modello inglese.

Tanto è utopia riuscire a sdradicare una mentalità così consolidata. Dalle mie parte gli ultras sono modelli vincenti e ci sono piskelletti di 14 anni che si ricoprono di gadget dell'atalanta per imitarli.

A questo punto, è meglio ridurre il danno, fare in modo che non ledono cose o persone che non c'entrano niente.

E ripeto, un tacito accordo tra stato e forze dell'ordine è quello che ci vuole. Gli ultras s'impegnano a non creare casino allo stadio e in zone popolose e le forze dell'ordine chiudono un occhio quando vanno a darsele fuori città.

la questione è: gli ultras sono d'accordo?? E lo stato italiano è capace di uscire da vecchi schemi da stato etico e imitare i colleghi inglesi??

mah

Luca ha detto...

Sono ultras, non sono di destra, scopo regolarmente, non sono soggetto a nessuna frustrazione affettiva anzi, non ho un basso quozionete intellettivo e presto mi riprodurro'. Questo significa che la tua analisi caro vladimiro e tutta da rivedere.
Saluti

Anonimo ha detto...

vladimiro.con il cuore in mano: VAFFANCULO

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny