martedì 18 settembre 2007

Video porno.Bratz ricattata dal fidanzato.






Otto studenti di scuola media superiore, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, sono stati denunciati dai carabinieri della compagnia di Taranto per possesso e diffusione di materiale pedopornografico e tentativo di violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 16 anni. Quest'ultima era protagonista di un filmino osé, che lei stessa aveva realizzato con il proprio videotelefonino, e col quale veniva ricattata dagli otto coetanei.

I ragazzi pretendevano dall'amica prestazioni sessuali per non diffondere il video. Secondo quanto si è appreso, la ragazza si sarebbe filmata con la telecamera incorporata al telefonino mentre si trovava nuda nella sua stanza da letto e ha poi regalato il video al suo fidanzatino, un compagno di scuola, tramite un programma di chat-line. Il ragazzo, però, avrebbe cominciato a ricattarla, chiedendole di avere rapporti sessuali ogniqualvolta ne avesse desiderio e minacciando la divulgazione del video, attraverso internet, in caso di rifiuto.

La ragazza non ha ceduto al ricatto e il fidanzato, per ritorsione, ha inviato il filmato con la posta elettronica o con il telefonino, tramite la tecnologia Bluetooth, a sette compagni di classe, che a loro volta, entrati in possesso del filmato, hanno ricattato la ragazza, chiedendo prestazioni sessuali anche di gruppo, comunque mai concesse dalla sedicenne. I carabinieri di quartiere in servizio a Taranto avevano raccolto alcune voci secondo le quali un gruppo di studenti di una scuola media superiore era in possesso di un filmato a carattere pornografico, che ritraeva una studentessa minorenne dello stesso istituto.

Una volta identificata la vittima, i carabinieri hanno preso contatto con i genitori, i quali hanno formalizzato la denuncia. Le indagini, basate sulle testimonianze rese dalla sedicenne, hanno poi consentito agli investigatori di ricostruire tutta la vicenda. I carabinieri hanno compiuto perquisizioni nell'abitazione degli otto studenti, sequestrando diversi computer e procedendo alla notifica degli avvisi di garanzia. Secondo quanto si è appreso, la giovane vittima e gli otto ragazzi, tutti compagni di scuola, appartengono a famiglie di ceto medio. Le indagini sono dirette dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Taranto Enrico
Bruschi.

Cosa ne penso.

Sto diventando vecchio.

Ai miei tempi colpo grosso lo guardavamo, oggi è auto - prodotto.

Letterina

Cara ragazza tarantina,
è vero hai solo sedici anni, ma è normale che se mostri un tuo video come mamma ti ha fatto a un teen - agers tutto videogiochi e testosterone in avanzo, s'ingrifa come un cinghiale nella stagione degli amori. Ti sembrava sensibile, credevi che potevi fidarti di lui. Non hai calcolato la componente pubertà. Mi spiace. Lui, molto probabilmente, non è un geniaccio e c'è rimasto male quando gli hai fatto capire che il tuo non era che un video da Bratz. Poi hai fatto bene a denunciarlo, almeno eviterai la gogna a qualche altra tua coetanea in giro per l'Italia. Deve esserci qualche messaggio subliminale nei giornalini e nei cartoni animati che guardate oggi. Ai miei tempi di ragazzine disinibite come te ce ne erano una, massimo due, in ogni Classe. Oggi la percentuale si è simmetricamente invertita.
Sputo il rospo. In realtà vi invidio. Vorrei avere io quattordic'anni oggi.








lunedì 17 settembre 2007

La camorra non esiste.Immagini indegne.Video


Didascalia:

Francesco Schiavone, soprannominato Sandokan per una leggera somiglianza fisica con l'attore Kabir Bedi, è nato a Casal di Principe, vicino Caserta il 6 Gennaio 1953, ed è uno dei più noti boss della camorra, diventato famoso per le lotte di potere avvenute nella sua cittadina natìa soprattutto negli anni '70 e '80. Entra quindi di diritto nella storia del clan de i Casalesi.

Arrestato prima nel 1990 e poi nell'estate del 1998 in un bunker del suo paese natale, è stato condannato all' ergastolo ed ora, in base alla legge 41-bis, sta scontando la pena del carcere duro per i reati di mafia da lui commessi.

Nel 2007 la giunta Bassolino confischerà la sua villa facendone un centro per disabili.

Il fatto del giorno:

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) - In mezzo alla folla che gremisce la piazza ci sono anche personaggi scomodi. C'è il papà del boss Sandokan il soprannome con cui è conosciuto Francesco Schiavone, mentre i negozi sono chiusi come pure i balconi e le finestre dei palazzi e delle case adiacenti. Nel giorno del ritorno a casa, a Casal di Principe, di Roberto Saviano, la terra di camorra fa ancora sentire la sua presenza. Paradossalmente "discreta", eppure spavalda che finge di confondersi tra i volti che affollano l'area antistante il palco. Un segnale preciso che sembra voler dire "eccoci, noi siamo sempre qui. Non abbiamo paura". E la presenza di Nicola Schiavone non passa inosservata, provocando attimi di tensione quando il presidente della commissione antimafia cita il clan. Il papà del boss cerca di guadagnare il palco. Urla che deve parlare anche lui, che ha qualcosa da dire. Sono attimi interminabili, tra paura e stupore che richiede l'intervento degli agenti che bloccano l'anziano per evitare complicazioni

In fondo alla piazza, una decina di persone, che si definiscono, "giovani imprenditori". Applaudono ironicamente qualche passaggio dei discorsi ufficiali e ai giornalisti ripete la litania: "
La camorra non esiste", "Saviano non ha subito minacce, vuole essere eletto deputato".

Cosa ne penso.

La scena del papà del boss che cerca di fare irruzione tra Bertinotti e Saviano può apparire folcloristica. Non lo è. Dà la dimensione di ciò che è la criminalità organizzata in certe zone d'Italia. Dà l'idea della lotta quotidiana dell'anti - stato per il controllo del territorio.Ai clan non basta agire indisturbatamente e portare avanti i loro affari.Vogliono controllare tutto. Togliere allo stato la sovranità e sostituirlo . Per farlo cooptano il consenso della popolazione. Non possono permettere una manifestazione antimafia: Saviano è pericoloso perché può diventare un idolo, un esempio da emulare, un portatore di valori positivi contrastanti con la cultura mafiosa. Cultura che ha sostituito e stravolto i modelli di riferimento, di chi vive in queste zone, con tassi di disoccupazione paurosi. D'altronde si definiscono giovani imprenditori non per caso. Il messaggio è chiaro. Lo Stato vi ha abbandonato, non si cura di voi. Con i nostri affari, portiamo sviluppo e lavoro. Domani il palco non ci sarà più e dovrete tornare a fare i conti con noi.
Saviano è l'eroe del momento. In Italia gli eroi o se li comprano o muoiono. L'autore di Gomorra non mi sembra 'Masaniello' da svendersi per quattro monete. Sta alla politica non lasciarlo solo, ma proteggerlo e usarlo per rieducare un popolo alla legalità e al rispetto delle norme.

Briciole di riscossa:



domenica 16 settembre 2007

Camorra.Video intervista Saviano.











Roberto Saviano (Napoli, 1979) è uno scrittore italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d'impresa della camorra e della criminalità organizzata in genere.

Si è laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Napoli "Federico II", dove è stato allievo dello storico meridionalista Francesco Barbagallo. Collabora con L'espresso e La Repubblica. Suoi racconti e reportage sono apparsi su Nuovi Argomenti, Lo Straniero, Nazione Indiana, Sud, e si trovano inclusi in diverse antologie fra cui Best Off. Il meglio delle riviste letterarie italiane (Minimum Fax 2005), e Napoli comincia a Scampia (L'Ancora del Mediterraneo 2005).

Nel 2006 in seguito al successo del romanzo Gomorra, fortemente accusatorio nei confronti delle attività camorristiche, ha subito pesanti minacce, confemate da dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Dopo le indagini dei Carabinieri di Napoli il ministro dell'interno in carica Giuliano Amato gli ha conferito una scorta e lo ha cautelativamente trasferito lontano da Napoli.[1]

Roberto Saviano con Gomorra ha vinto: il Premio Viareggio-Repaci Opera Prima, il Premio Giancarlo Siani, il Premio Dedalus, il Premio Lo Straniero, il Premio Letterario Edoardo Kihlgren Opera Prima, il Premio Tropea, il Premio Vittorini per l'impegno civile.


sabato 15 settembre 2007

Polemica Luttazzi Grillo V day. Video





Proposta di Beppe Grillo

1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale

2. DUE LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e trent'anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente

3. ELEZIONE DIRETTA
No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta


Cosa ne penso?

Grillo è un demagogo schizzofrenico che in Spagna, Inghilterra e Francia non avrebbe nessun seguito.

E' lo stesso discorso che si fa per Travaglio.

Travaglio è un iper - moralista. In Italia - però - è necessario.

Non stiamo vivendo la peggior fase politica che l'Italia repubblicana abbia mai conosciuto. Peggio di Tagentopoli. Peggio degli anni di piombo. Peggio delle guerre di mafia.

Almeno lì i politici erano corrotti ma, tutto sommato, capaci.

esempio. Quando D'Alema fotte Prodi per farsi fottere da Berlusconi con la Bicamerale lo fa consciamente. Quando D'Alema non si preoccupa di Turigliatto e quasi a marzo manda a puttane tutto li si mostra incapace.

oggi i politici non solo sono corrotti, sono, sopratutto inetti. Un mix non più sostenibile.

Siamo a livelli di collusione mafia - politica mai registrati in precedenza. I politici non nascondono più per chi tifano. Si sta instaurando un sistema lobbistico, fuori dalla legalità - il partito democratico ne è l'esempio lampante - vergognoso.

E' chiaro che il V - DAY non è la soluzione.

Nonostante questo non riesco a condannarlo. E nel momento in cui lo fai, si ha il dovere di porre un'alternativa valida.

Entriamo nel merito

1 punto.Dovrebbe essere articolato meglio. Porre l'ineleggibilita tout court è grossolano.. Però siamo il paese in cui i reati dei colletti bianchi non esistono, o meglio esistono, ma vengono penalizzati all'acqua di rose. Dato che la lezione di Merton dobbiamo ancora impararla, porre dei paletti è necessario.

Io sarei per mettere l'ineleggibilità a tutti coloro che sono stati condannati in via definitiva per reati con condanna > di un anno.

L'interdizione dai pubblici uffici non basta. L'art 58 va stravolto.

2 punto Se un politico è valido deve potersi candidare almeno per una terza legislatura. Ma noi siamo il paese, in cui, chi perde, rimane sempre in carica. Guardiamo quanti leader dei conservatori inglesi si sono susseguiti negli ultimi dodici anni. Le loro dimissioni coincidono - stranamente - con debacle elettorali. Noi abbiamo gli stessi ministri, vice ministri, sottosegretari e deputati da 20 anni.

Utilizzare la legge formale mi sembra esagerato. E' ora che i partiti si dotino di codice etico

3)Le preferenze non sono la bacchetta magica ma rappresentano il meno peggio. Il sistema clientelare e le collusioni mafiose ormai sono una realtà. Diamo la possibilità a chi ne ha i mezzi e la capacità di provarci. Almeno rendiamo le cose più difficili alla partitocrazia.

Non è tutto fumo negli occhi.

Un proporzionale puro alla tedesca con sbarramento al 5 per cento sarebbe una soluzione .

Ognuno si presenta con il proprio simbolo e il proprio programma. Se non superi il 5 per cento resti fuori e i voti vengono ripartiti proporzionalmente. Hai voglia di formare liste fantoccio per fottere il sistema. Per arrivare al 5 è una bella impresa.

il bipolarismo di coalizione crea solo immobilismo, malcontento e favorisce il clientelismo.

POLEMICA LUTTAZZI - GRILLO.

Il corriere della sera ha montato una polemica Luttazzi - Grillo. Polemica che c'è stata, ma impostata in maniera strumentale e meschina dal Corriere della Sera.

Luttazzi a proposito di Grillo:

AMBIGUITÀ'
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica ( satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo ) ( -Canforaaaaa!- ), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E' un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. Grillo il problema manco se lo pone. ( La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell'esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo. )

Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!

- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui " in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943 ". Ma va' là!

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-

L'errore di Fondo di Luttazzi è che considera Grillo uno che fa - ancora - satira.

La satira nasce dai menestrelli che schernivano i rispettivi re, a Corte, per far ridere gli ospiti.

Ma chi pagava i menestrelli? Il RE.

Nel momento in cui Grillo decide di starsene fuori dal sistema - bisogna dargliene atto dato che non lavora in Televisione da un secolo - e si AUTO SOVVENZIONA attraverso i suoi spettacoli, smette di essere un comico satirico.

Il problema che sorge ora è chi cazzo è Grillo? Ecco. Per me è un Savonarola incolto che si spegnerà - ahimè - tra poco. Un sistema marcio ma strutturato come quello partitico non lo si smantella con due urla skizzofreniche

La polemica di Luttazzi non sta in piedi perché - grillo comico satirico - è un sillogismo che non si completa.

E' altrettanto vero che ll corriere ci ha marciato sopra e ha costruito il tutto in maniera meschina.

E non lo ha fatto perché gli Italiani non capiscono.

Il corriere ha impostato la polemica - subdolamente - per dire "Grillo è un fenomeno da baraccone e lo critica Luttazzi che come lui è stato epurato da Berlusconi".

Come se essere epurati dal nano bastardo dia delle patente speciali o ti uniformi in una determinata categoria.

Insomma

la polemica c'è stata, ma il corriere della sera resta il solito giornatucolo in mano ai poteri forti!

venerdì 14 settembre 2007

video testo notte prima degli esami



Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla,
come i pini di Roma la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra,
come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati.
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini e tu sei troppo lontana dalla mia stanza,
tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità t'avessi preso prima, le mie mani sul tuo seno
è fitto il tuo mistero,
e il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese, chiuse come le chiese
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia,
certo qualcuno te lo sei portato via,
notte di mamme e di papà col biberon in mano,
notte di nonne alla finestra, ma questa notte è ancora nostra,
notte di giovani attori di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni di coppe e di campioni,
notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere,
e gli aerei volano alto tra N.York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra,
Claudia non tremare, non ti posso far male, se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno che mi viene voglia di cantare,
forse cambiarti, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore - se l'amore è amore - se l'amore è amore -
se l'amore è amore - se l'amore è amore ...

giovedì 13 settembre 2007

Video immagini isola famosi.

Den Harrow piange come un vitello sgozzato.



Aceto insulta Fernanda Lessa, celebro - lesa ma bregna.



Anche quest'anno inzia l'isola dei famosi. Blob starà esultando dato che - sistematicamente - gli regala chilometri di montaggio. Mi chiedo come riesca a infrangere ogni record precedente di odience ogni stagione televisiva. Un mucchio di meteore dello star - system, sono depositati come sacchi di letame, in scorci di paradiso tropicale, a patire la fame. Peccato che tutto sia finto, artefatto, costruito. Non hanno un copione, questo no. Non ne hanno bisogno. Hanno, però, un ruolo predeterminato. Recitano un personaggio, caricando lati della loro personalità - la peggiore - imbeccati qua e là dagli scaltri autori televisivi. La fame e l'isolamento sono alibi, pronti da esibire, al loro ritorno, nello svolgimento del processo mediatico. Gliel'ho data perché mi sentivo sola e avevo bisogno di protezione. Non volevo tradire il mio fidanzato. Il fidanzato non c'è più, ma al suo posto ha ottenuto dodici scatti, pronti per l'officina del Lolo, a svariati migliaia di euro. Ciò che mi ripugna di più è la bieca ipocrisia sottendente la parola reality. Presentatelo come intrattenimento. Scrivetelo nei titoli di coda. Vi stiamo prendendo per il culo, d'altronde siete dei minorati mentali, senza capacità di discernimento.
In effetti, non è neanche così. Molti se ne rendono conto continuando a vederlo. Devono appagare il loro senso sadico. I VIP possono e devono soffrire. Sveglia! Il loro tedio finisce quando si spengono le telecamere, il nostro continua. Dimagriti, torneranno a parassitare comparse in programmi ancor peggiori e in discoteche per teen -agers rincoglioniti.
Io non sono meglio di loro. Criticandoli soddisfo una delle regole fondanti dello spettacolo. L'importante è parlarne, pur male, ma parlarne. Me ne rendo conto, ma o questo o il bombarolo di De André.

Ceccarini, che è un idiota, ma non assoluto, fa la miglior cosa da fare. Bestemmiarci sopra





Google infila una certa Debora Salvalaggio, nel nuovo Cast. Non so chi sia. Spero solo che non parli. La presenza basta e avanza.


domenica 9 settembre 2007

Nuova Russia . Video Politkovskaja

In memoria di Anna Politkovskaja



Putin non è uno stinco di santo. La Cecenia, Beslan, le repressioni di piazza contro il movimento di Kasparov, la rivendicazione del Polo Nord, l'omicidio Politkovskaya. Casi di cronaca che hanno fatto il giro del Mondo e hanno aperto gli occhi anche ai più ottusi. Pochi sanno come ha ottenuto e riesce a mantenere il potere. Lo fa attraverso i siloviki.
Tutto inizia la sera del 22 Agosto del 1991 quando un gruppo deviato ma consistente del Kgb cerca di organizzare un golpe per rovesciare
Gorbaciov. Fallisce miseramente e il generale Kondaurov dovette assistere a una folla festosa e speranzosa , avventarsi contro la statua del fondatore dei servizi segreti . Si sentiva tradito dal popolo russo. Come del resto il colonnello Vladimir Putin, che aveva dato le dimissioni il giorno prima.
Oggi le
ex - spie hanno ottenuto la loro vendetta. Con l'avvento di Putin alla presidenza, hanno consolidato il loro potere costruendo un nuovo tipo di corporate state legato a un oligarchia di grandi imprese. E proprio la commistione fra ex spie - i siloviki appunto - e un potere oligarchico ristretto, controlla la nuova Russia.
L'errore è stato fatto da
Eltsin. Doveva smantellare il kgb. Invece lo ha solo riformato. Gli uomini e il modo di agire e di pensare sono le stesse. Le ex spie sono rimaste in disparte per un po'. Alcuni hanno iniziato ha lavorare per i grandi magnati che intanto, approfittando del mercato libero, si sono impossessati delle grandi imprese del paese. Fin quando nel 1999, con l'ascesa di Putin, i siloviki sono tornati a dominare la scena politica . Putin dopo essersi sbarazzato degli oligarchi più attivi e insidiosi come Berezovskiy e Gusinskiy, confiscando le loro reti televisive, ha messo le ex spie nei punti strategici del Paese. Secin, Ivanov, Patrushev ricoprono posti strategici. Sotto di loro c'è un blocco di fedelissimi, tutti provenienti dal kgb, che formano un gruppo psicologicamente omogeneo e ideologicamente forte.
Il nemico comune è l'
occidente. Hanno già invaso il mercato russo con le loro tecnologie. Ora vogliono occidentalizzare il paese. Questo è il messaggio e l'humus propagandistico del loro potere. Un funzionario russo sull'omicido Politkovskaja :" Non so chi l'abbia uccisa, ma i suoi articoli andavano a beneficio della stampa occidentale. Meritava di finire così.
Nella schiera dei nemici occidentali rientrano
giornalisti indipendenti, le ong che ricevano finanziamenti esteri e i pochi politici progressisti filo - occidentali.
Il problema non si porrebbe se la Russia fosse un paese funzionante. La maggioranza dei russi condivide il loro sentimento anti - occidentale e appoggia i metodi repressivi di Putin. La
Russia è uno dei paesi più corrotti, burocratici e invasi dalla criminalità del Mondo. Gli uomini d'affari privati sono regolarmente presi di mira dagli organismi di sicurezza. Continuando a denunciare nemici su ogni fronte, hanno trasformato molti paesi da potenziali alleati in avversari nervosi.
Finché il popolo russo accetterà di essere governato in maniera così autoritaria, la questione è interna. Non ci riguarda.Il problema rimane la questione cecena. Garantire la loro sopravvivenza è un dovere per l'Europa, in nome dei valori che dice di professare.